Il Vangelo di Giuda: Cosa dice e perché non è credibile

Quando parlo del Cristianesimo e delle sue origini storiche, spesso molte persone fanno domande sui vangeli non inclusi nella Bibbia. Perché non sono stati scelti? Cosa dicono? C’è una sorta di cospirazione che ha portato a scegliere “la verità ufficiale” lasciando fuori altre voci legittime?

Questo mese ho letto lo studio di N.T. Wright, uno dei principali studiosi del vangelo più chiacchierato: il Vangelo di Giuda. Si tratta di una lettura affascinante, ma per quelli di voi che possono dedicare solo 6 minuti e 43 secondi all’argomento, eccolo in versione ridotta.

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Quello che dice: Il Vangelo di Giuda è essenzialmente un dialogo tra Gesù e Giuda, dove Gesù chiede a Giuda di consegnarlo ai farisei, e Giuda obbedisce al comando. Giuda è l’eroe che aiuta Gesù a sfuggire da questo mondo corrotto, consegnandolo a coloro che poi lo avrebbero ucciso. La sua visione del mondo è molto diversa dai vangeli canonici, scritti da testimoni oculari o da amici dei testimoni oculari di Gesù, dispone di una cosmologia oscura del paradiso e l’idea che la gente abbia una “stella nativa”, riprendendo la cosmologia di Platone. Qui un estratto:

Adamas era nella prima nube luminosa che nessun angelo ha mai visto tra tutti coloro che sono chiamati ‘Dio’. Lui … che … l’immagine … e dopo la somiglianza di [questo] angelo. Ha creato l’incorruttibile [generazione] di Seth … appare…i dodici … i ventiquattro … Ha creato settantadue luminari che compaiono nella generazione incorruttibile, in conformità con la volontà dello Spirito. I settantadue luminari sono diventati trecentosessanta luminari che compaiono nella generazione incorruttibile, in conformità con la volontà dello Spirito, e il loro numero dovrebbe essere di cinque ciascuno. (58-59)

Da dove proviene: Il Vangelo di Giuda e la maggior parte dei vangeli apocrifi sono i prodotti di un secondo e terzo secolo di (con)fusione di Cristianesimo e spiritualità greco-romana, chiamato Gnosticismo. Wright descrive i suoi quattro principi fondanti come:

(a) “un profondo e oscuro dualismo” che rende questo mondo essenzialmente cattivo “e un luogo che, se non fosse stato per un dio malvagio che voleva andare avanti e crearlo, non sarebbe esistito affatto”;

(b) il dio creatore è cattivo e corrotto, ma “c’è un altro essere divino, uno puro, saggio e veramente divino”;

(c) la salvezza significa “sfuggire dal mondo malvagio … raggiungere la liberazione dal mondo materiale e da tutto ciò che esso significa”; e

(d) “la via per questa ‘salvezza’ è proprio attraverso la conoscenza, ‘gnosis’.” (pp. 31-33)

Così, più che un Salvatore, Gesù è un rivelatore, la cui raccolta segreta di detti offre questa conoscenza illuminante. Il succo della storia secondo gli gnostici è “la storia di un dio maggiore che sconfigge l’empio mondo creato dal dio d’Israele e permette ad alcuni esseri umani, guidati da una misteriosa figura rivelatrice, di scoprire la vera luce divina dentro di sé e così di essere liberati dall’ordine creato, dal corpo fisico, e da tutte le preoccupazioni che hanno a che fare con il mondo materiale.” (71)

Perché non è credibile: Il Vangelo di Giuda è, naturalmente, un credibile manufatto storico dello Gnosticismo e di quella parte presa in prestito al Cristianesimo del secondo e terzo secolo. Tuttavia, se la nostra domanda è quali sono le origini storiche del Cristianesimo, e chi è il vero Gesù che viveva in Palestina, per determinati motivi il Vangelo di Giuda non contiene informazioni credibili.

  1. Periodo storico: è stato scritto molto più tardi rispetto ai vangeli redatti dai testimoni oculari. I Vangeli nella Bibbia sono stati scritti tra il 60 e il 100 d. C. La nostra copia del Vangelo di Giuda, d’altra parte, è stata scritta tra il 240 e il 320 d.C., in una variante locale del copto (23-24). Abbiamo migliaia di manoscritti di libri del Nuovo Testamento, alcuni risalenti al secondo secolo, ma solo un tardo manoscritto del Vangelo di Giuda.
  2. Riconoscimento: Il Vangelo di Giuda non è stato riconosciuto (o anche conosciuto prima che esistesse ovviamente) da parte delle comunità dei primi seguaci di Gesù, che invece riconoscono abbastanza all’unanimità le biografie scritte da Marco, Matteo, Luca e Giovanni. Quando è stato selezionato il canone del Nuovo Testamento, ci fu il dibattito sull’opportunità o meno di includere i libri che ora sono alla fine del Nuovo Testamento, come 2 Pietro e l’Apocalisse, ma l’unanimità per quanto riguarda i quattro vangeli. Nessuno poi ha considerato i vangeli apocrifi, scritti secoli dopo da autori sconosciuti (che hanno usato comunque i nomi degli apostoli), credibili come le precedenti biografie.
  3. La distanza culturale: Il messaggio è conforme al più ampio contesto greco-romano del secondo e terzo secolo ed è del tutto estraneo al giudaismo palestinese del primo secolo. In realtà, descrive Wright, “Una caratteristica fondamentale di tutti questi testi è la loro ostilità implacabile alle principali linee dell’antico giudaismo”. Il mondo non è buono (a differenza della Genesi); il creatore è un dio malevolo; il culmine della salvezza non è la resurrezione e un mondo rinnovato, ma fuggire dal mondo. Pertanto, storicamente non è credibile considerare il Vangelo di Giuda una vera espressione degli insegnamenti di Gesù, quando esso contraddice gli insegnamenti registrati dai testimoni oculari e le radici ebraiche di quella visione del mondo. E’ del tutto credibile, tuttavia, considerare il Vangelo di Giuda espressione del secondo e terzo secolo dello gnosticismo, che usa il nome di Gesù per esprimere il suo messaggio.

Prendi Gesù come figura chiave, un grande e potente maestro, colui che è venuto dall’altra parte a dirci come fare per salvarci dalla nostra situazione … e bisogna semplicemente modificare la natura della situazione (non più il peccato, ma la materialità), l’immagine di Dio (non più il creatore del mondo materiale, il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe, ma un lontano, essere puro, incontaminato dal contatto con la creazione), la natura della salvezza (non più il regno di Dio e la giustizia che nascono all’interno dell’universo dello spazio-tempo, ma invece il salvataggio di alcuni esseri umani dal mondo materiale) … e, ecco, ci sono ancora i seguaci di qualcuno che noi chiamiamo ‘Gesù’, ma ora abbiamo una visione del mondo e una religione senza quegli ebrei cattivi. (39)

Verdetto: quindi il Vangelo di Giuda è un credibile dialogo, registrato e trasmesso, tra il Gesù storico e lo storico Giuda che visse in Palestina? Wright, teologo solitamente con mille sfaccettature e sofisticato, arriva a una conclusione abbastanza chiara: “In altre parole, chiunque, conoscendo la storia in questione deve rendersi conto che non vi è alcuna possibilità che il ‘Vangelo di Giuda’ ci dia accesso alla genuina, figura storica di Gesù di Nazaret”. (64) In un modo simile, James M. Robinson, citato in Newsweek, afferma che il Vangelo di Giuda “non ci dice nulla sul Gesù storico e nulla della storia di Giuda. Si dice solo ciò che 100 anni dopo, gli gnostici lo stessero facendo con la storia che hanno trovato nei Vangeli canonici”. (64) Francis Spufford arriva a una conclusione simile, parlando non solo del Vangelo di Giuda, ma della maggior parte dei vangeli gnostici:

Quello che sono questi altri ‘vangeli’, invece, è una serie di opuscoli in cui Gesù serve come il portavoce delle preoccupazioni dell’autore, di solito magiche o esoteriche. Non è che gettano un’intrigante luce diversa su qualcuno che è riconoscibile nella medesima persona, come quello del Nuovo Testamento. Sono mondi lontani nell’animo, nel tono e nell’atteggiamento … Continuando a leggere gran parte dei “vangeli” rivali, si può pensare che i Padri della Chiesa che hanno deciso cosa è andato nel Nuovo Testamento, hanno avuto uno dei più facili lavori editoriali. Non era una questione di soppressione o esclusione, quanto di vedere quello che apparteneva e non apparteneva, all’interno dei limiti di una storia sostanzialmente coerente. [ii]

Piuttosto una chiara conclusione per me: giusto un po’ più storicamente credibile del Giuda di Lady Gaga.

René Breuel

 

[i] N. T. Wright, Judas and the Gospel of Jesus: Have We Missed the Truth about Christianity? (Grand Rapids: Baker Books, 2006).

[ii] Francis Spufford, Unapologetic: Why, despite everything, Christianity can still make surprising emotional sense (London: Faber and Faber, 2012), 155-156.

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