Il dio più alto del mondo

Mentre Sarah ed io andavamo ad una conferenza, abbiamo avuto l’emozione di visitare Dubai. Un’impressionante città ultra-moderna che sorge nel deserto, le dimensioni di Dubai sono esorbitanti. Ha i più bei centri commerciali e negozi che abbia mai visto, con campi da hockey e montagne da sci al coperto.

dubai-skyline

Il nostro primo obiettivo, tuttavia, è stato quello di visitare il Burj Khalifa, l’edificio più alto del mondo. (Ricordate Tom Cruise nell’ultimo Mission Impossible? È quell’ edificio). Più delle sue dimensioni, quello che mi ha colpito di più, in realtà, è stato il tour. Le grandiose descrizioni del progetto e la sua architettura sono state accompagnate da musica ambient, simile a quella di un centro termale, con i rilassanti suoni orientali. Era un’atmosfera curiosa, che sembrava, più che altro, un’atmosfera religiosa. Con nostra sorpresa, abbiamo percepito che stavamo camminando in un tempio, un tempio dedicato alla grandezza di quell’edificio.

Poi abbiamo incontrato la seguente descrizione, incisa su una parete in inglese e in arabo. È firmato da Burj Khalifa, come se l’edificio stava parlando con noi. Un brivido è sceso giù lungo la nostra colonna vertebrale, mentre leggevamo quelle alte, imponenti, parole divine. Erano le parole di un dio.

Io sono la forza che solleva la testa del mondo con orgoglio verso il cielo, superando i limiti e le aspettative.

Mi ergo con grazia dal deserto e onoro la città con una nuova luce, io sono uno straordinario connubio di ingegneria e di arte, in cui ogni dettaglio è stato considerato con attenzione e creato meravigliosamente.

Io sono la forza vitale delle aspirazioni collettive e l’unione estetica di molte culture. Mi stimolano i sogni, il suscitare emozioni e risvegliare la creatività.

Io sono la calamita che attrae il turista con gli occhi spalancati che con entusiasmo cattura il loro momento cartolina. Sono il centro dei migliori negozi e ristoranti del mondo e sono l’intrattenimento e la casa per l’elite del mondo.

Sono il cuore della città e della sua gente; il marcatore che definisce l’ambizione di Emaar e lo splendente sogno di Dubai.

Più che un momento nel tempo, io determino momenti per le generazioni future.

Io sono Burj Khalifa.

Io sono. Io sono il potere. Io sono il magnete. Io sono la forza vitale. Sono il cuore della città e della sua gente. Sono Burj Khalifa.

Questa non è una svolta casuale della frase, retorica per la ricerca di grandiosità. Più che una nuova Torre di Babele che vuole rendere grandi i nomi di Emaar e Dubai, queste sono parole cariche di significato. Chi dice “Io sono”? “IO SONO COLUI CHE SONO», dice Dio a Mosè presso il roveto ardente, quando Mosè chiede il suo nome. E’ così significativo, è un linguaggio esplosivo che Gesù usa per riferirsi a se stesso: Io sono la luce del mondo, Io sono il pane della vita. “Prima che Abramo fosse, Io sono”, dice Gesù ai Giudei, che ricevono il messaggio forte e chiaro: cercano di ucciderlo, perché ha affermato di essere Dio, l’unico e solo vero Dio.

Guardare quel muro mi ha aperto gli occhi. Lo scopo di quel tour e di quell’edificio è stato quello di suscitare stupore, ammirazione, culto. E’ stato fatto per sedurre e conquistare i cuori, per suscitare il rispetto e la devozione delle persone, per riconfigurare le anime umane e la geografia del mondo con questo edificio al centro. “Io sono il potere che solleva la testa del mondo con orgoglio verso il cielo …”

Questa esperienza mi ha incoraggiato a guardare il mondo con più discernimento. Sono tentato di guardare come un turista con gli occhi spalancati per i suoi paesaggi. Sono tentato di vedere le cose come consumatore, come un mondo di gadget per il mio egocentrico benessere. Ma le cose non sono come sembrano. Molte persone, aziende e costruzioni non hanno punti rivelatori come Burj Khalifa ha fatto, ma è il mio cuore e la mia adorazione che stanno cercando. Molti di loro stanno gridando “Io sono”. Molti si sforzano di essere il mio marcatore, il mio magnete, la mia forza vitale. Che cosa cattura la mia attenzione? Che cosa adoro? A che cosa mi devo arrendere?

“Ci sono più idoli nel mondo che realtà”, ha detto Friedrich Nietzsche.

René Breuel

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