Melodie Riciclate

Questo mese un video virale ha colpito i miei occhi e il mio cuore. Mostrava una comunità povera che vive vicino a una discarica in Paraguay, in cui le persone hanno iniziato a riciclare la spazzatura e, incredibilmente, riescono a costruire vari strumenti musicali come il violino. Una grossa lattina, alcuni pezzi di legno e metallo, nelle mani di qualcuno che ha abilità e visione, diventano un violoncello che può produrre musica meravigliosa e ricca di significato. In seguito da questo progetto è stata costituita un’orchestra, e tutto questo emana un contagioso e redentivo aroma.

rifiuti-discarica

Costruire cose con elementi della terra è ammirevole. Però estrarre musica dagli scarti della terra e degli esseri umani è toccante. Questo ci fa vedere la promessa della speranza, ascoltare le melodie della redenzione e riconoscere che anche in un luogo apparentemente senza Dio c’è una bellezza e un’umanità che creano una sinfonia.

Questo progetto mi è sembrato come la classica metafora che noi trasportiamo nel Nuovo Anno. Per noi che viviamo sulla spazzatura; siamo circondati dai resti del consumo e dell’avidità umana, dagli escrementi e dallo spreco, dai mille cuori frantumati che si spargono intorno a noi e dai nostri cuori profondamente demoliti. Tutti noi siamo come quei bambini che fanno parte solo di una statistica dimenticata, in un luogo al quale poche persone sono interessate, e che desiderano creare qualcosa di utile anche in circostanze prive di speranza. In giro per il mondo tutti possiamo sentire sospiri, grida e pianti silenziosi in appartamenti solitari, e invece ci piacerebbe poter vedere le risate e la musica.

C’è un episodio divertente ma anche un po’ disgustoso, quando, nel Vangelo di Giovanni, Gesù guarisce un uomo cieco. È disgustoso per il modo in cui Gesù lo fa: sputa in terra, mette il fango ricavato sugli occhi dell’uomo e gli dice di andare a lavarsi. È un gesto redentivo, perché Gesù fa tutto questo per richiamare la creazione di Dio – Adamo è stato creato dalla polvere della terra – come fosse una gravidanza con un significato simbolico: “Sono ancora impegnato con la creazione. Posso trovare e rendere bella l’umanità anche con i resti della terra. Posso ancora lavorare con il fango, la spazzatura e qualsiasi cosa e ridarti la vista”.

“Tu hai mutato il mio dolore in danza”, canta il salmista. “hai sciolto il mio cilicio e mi hai rivestito di gioia”. Tu hai trasformato la nostra spazzatura in musica, potrebbero dire gli abitanti di un villaggio in Paraguay. Oppure tu puoi trasformare i rimpianti e i desideri del 2015 in una festa che dura tutto l’anno, potremmo dire noi risvegliati dal conto alla rovescia di Capodanno. Dio può creare musica anche dai luoghi più impensabili, dai cuori più riluttanti, e ragazzi, ci basta solo voler ascoltare la sua melodia. Questa è una canzone che non ci fa dimenticare le nostre sofferenze ma che ci può tirare su anche nelle nostre note più basse di disperazione, per comporre musica che dura per l’eternità, la canzone più toccante di tutte, non perché è stata disinfettata accuratamente ma perché è stata creata dalla nostra spazzatura.

Il Salmo 30 poi conclude così: “che io possa salmeggiare a te, senza mai tacere. O Signore, Dio mio, io ti celebrerò per sempre”. Questa è anche la mia canzone per il 2016. Prendi questa discarica che è il mio cuore, oh Signore, e crea una canzone che ti dia la lode.

René Breuel

 

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