Speranza per la miscela di motivazioni

Cosa vuoi? Spesso si ottiene ciò che si vuole. I fautori del pensiero positivo sembrerebbero affermare che sempre si ottiene ciò che si vuole, anche se gli amori non corrisposti e biglietti non vinti della lotteria ci insegnano il contrario. Dicono che abbiamo bisogno di volere qualcosa al fine di ottenerlo, e questa sembra essere una verità generale della vita. Almeno solitamente.

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E cosa vogliamo quando si tratta di questioni di vita? Quali sono le nostre motivazioni? Questa è una domanda  importante, più importante di quanto sembri, perché – di solito – otteniamo quello che vogliamo. Per esempio, prendete questa confessione del pensatore ateo Thomas Nagel.

Sto parlando di qualcosa di molto più profondo, cioè, la paura della religione stessa. Parlo per esperienza, essendo fortemente soggetto a questa paura: voglio che l’ateismo sia vero, e mi crea disagio il fatto che alcune delle persone più intelligenti e ben informate che conosco siano credenti …. Non è solo che io non credo in Dio e, naturalmente, spero di avere ragione nella mia convinzione. E ‘che spero che Dio non esista! Non voglio che ci sia un Dio. Non voglio che l’universo sia così.

Quando si tratta di fede o mancanza di fede, vogliamo credere che le nostre posizioni siano il risultato del nostro ragionamento, della nostra ricerca diligente, delle nostre funzioni oggettive del cervello esenti da preconcetti. Noi affermiamo che crediamo o non crediamo a causa dei dati e delle prove. Ma non è così che ci avviciniamo alla vita, no? Invece di cervelli eterei, siamo una miscela complessa di motivazioni, paure, speranze, intuizioni, desideri. Noi non siamo neutrali per l’esito dei nostri viaggi spirituali. Per quanto cerchiamo di essere il più obiettivo possibile, vogliamo arrivare ad un certo esito, sia esso credere o non credere.

E questo va bene. Le nostre motivazioni sono importanti, determinano chi siamo, e sono una traccia fondamentale per il senso dell’esistenza. Va bene avere delle motivazioni.

Tuttavia quello che penso non vada bene sia negare che siamo di parte o condizionati da preconcetti – soprattutto quando si tratta della fede in Dio. Negare la nostra agenda interiore è come travisare a noi stessi quello che siamo veramente. E ‘ come nascondere alla vista una parte determinante della nostra identità, come se potessimo ingannarci. Quando facciamo questo, i nostri viaggi di vita diventano deformi, timorosi, pieni di risentimento. Sviluppiamo una profonda rabbia per qualcosa di vago, e non riusciamo a discernere che cosa sia.

Se questo è il nostro caso, che cosa facciamo? C’è speranza per la miscela di motivazioni? Credo di sì, e penso che si esprima esaustivamente in una bella poesia di un altro pensatore ateo, Friedrich Nietzsche. Questa poesia è in realtà una preghiera, e vale la pena citarla per intero.

Ancora una volta, prima di vagare
E girare il mio sguardo in avanti,
Alzo le mani a te in solitudine –
Te, da cui fuggo,
A colui al quale nel più profondo del mio cuore
Ho solennemente consacrato altari
Così che la tua voce mi possa convocare di nuovo.
Su di loro i bagliori, profondamente incise, le parole:
Al dio sconosciuto.
Io sono suo, anche se fino a quest’ora
Sono rimasto nell’orda malvagia:
Io sono suo – e sento i legami
Questo mi butta giù nella mia lotta
E, vorrei fuggire,
Mi costringe al suo servizio.
Voglio conoscerti, Sconosciuto Uno.

Tu che hai raggiunto in profondità la mia anima,
Nella mia vita come la raffica di una tempesta,
Tu incomprensibile e ancora relativo!
Voglio conoscerti, e anche servirti. [2]

La preghiera di Nietzsche è profonda, sincera e ricca di sfumature. Riconosce la più profonda delle sue motivazioni, e il conflitto interiore di qualcuno che voleva arrendersi a Dio, ma che ancora lo ha combattuto per la rabbia esistenziale. È la preghiera di una grande anima, la preghiera di uno scettico che sta desiderando, è un ottimo punto di partenza per la gente fatta di una miscela di motivazioni, come te e come me.

René Breuel

 

[1] Thomas Nagel, citato in Alvin Platinga, “Why Darwinist Materialism is Wrong,” The New Republic, November 15th, 2012. http://www.tnr.com/article/books-and-arts/magazine/110189/why-darwinist-materialism-wrong

[2] Friedrich Nietzsche, To the Unknown God. http://tapestrycommunities.org/2012/03/07/to-the-unknown-god-friedrich-nietzsche/

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