LA PASQUA DI HOGWARTS

La Pasqua sta arrivando…e io penso ad Harry Potter!

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Lasciatemi spiegare. Proprio come le case editrici e quelle cinematografiche cercano nuovi talenti che possano produrre saghe di successo, negli ultimi anni i critici letterari hanno provato a delineare gli elementi che hanno reso la produzione letteraria di J.K. Rowling così avvincente. Il già collaudato genere ambientato nei collegi? Il fascino dell’universo parallelo e degli incantesimi magici? La classica trama del bene opposto al male?

Non esiste soltanto un elemento segreto per spiegare la bacchetta magica della Rowling…scusate, la penna della Rowling. Una serie che ha venduto più di 400 milioni di copie avrà meriti numerosi e complessi. Ma in una recente critica un elemento che mi ha colpito è stata la composizione strutturale a l’uso dei temi all’interno del romanzo.

John Granger, autore di How Harry Cast his Spell (Come Harry ha lanciato il suo incantesimo), in un articolo ha rivelato una struttura curiosa che la Rowling ha seguito in tutti i libri di Potter: il chiasmo, o la composizione ad anello. Come nel primo libro de “Le Cronache di Narnia: il Leone, la Strega e l’Armadio”, il primo libro di Harry Potter ha 17 capitoli, la parte centrale della storia è nel capitolo 9, e i capitoli da entrambe le parti, rispetto allo specchio centrale, hanno il loro corrispondente rispettivamente nella prima parte e nella seconda parte del libro. Nelle parole di Granger:

la saga di Harry Potter e ogni romanzo ha un inizio e una fine che si rincontrano. Hanno dei “centri” che sia ritornano alla domanda fatta all’inizio sia rispondono alla medesima nel finale. Ciascun libro, e ciascun capitolo ha una sua immagine riflessa o “un’eco che ritorna” nel libro o nel capitolo dal lato opposto, rispetto al capitolo centrale.

Questo tipo di struttura parallela a specchio permette ai lettori di sperimentare non solo una chiusura, ma anche un senso di progressione e di sviluppo dei personaggi. Come ha sottolineato Christopher Hitchens nella sua critica sull’ultimo libro della saga, per il New York Times, “è l’antico fascino della metamorfosi che la Rowling ha sfruttato fino all’ennesima potenza”.

Poi, curiosamente, c’è un’esperienza chiave a cui Harry deve sottoporsi in ogni libro: dopo aver sperimentato la morte, Harry in qualche modo riesce a ritornare alla vita. Come Granger sottolinea,

per sette anni di fila Harry muore di una quasi morte e ‘ritorna alla vita’ alla presenza o come simbolo di Cristo. I nostri cuori riconoscono, entrano in empatia e si elettrizzano per l’annuale morte e risurrezione di Harry.

Harry, per il bene dei suoi amici e di Hogwarts, sacrifica se stesso ripetutamente e ritorna alla vita. Questo schema vi ricorda qualcuno?

Quello che mi ha colpito è che il tema del sacrificio e della risurrezione echeggia non solo nei romanzi di Harry Potter ma in molti dei più famosi libri e film recenti. Per esempio nel finale di “Matrix” l’eroe Neo muore con le braccia tese, la sua morte salva il mondo, e Neo ritorna alla vita. Ne “Il Signore degli Anelli”, Gandalf il grigio si sacrifica per salvare il gruppo di amici, e proprio mentre cade nell’abisso con il mostro, viene purificato e ritorna per incontrare Frodo e gli altri come Gandalf il bianco. Granger ha notato che in altre recenti romanzi, com “Twilight” di Stephenie Meyer, “Hunger Games” di Suzanne Collins e “Chaos Walking” di Patrick Ness, “anche gli eroi di ognuno di questi libri sperimentano la resurrezione dopo una morte sacrificale”.

Perché l’eco del sacrificio e della resurrezione continua ad apparire nelle nostre storie più popolari? Perché ognuno di questi scrittori versatili si convince a riutilizzare questi temi? La mia impressione è che ognuno di questi scrittori, consapevolmente o inconsapevolmente, gravita verso il climax della nostra Grande Storia: il momento in cui Gesù offrì se stesso per salvare il genere umano e risorse dalla tomba. Come membri della storia umana, questi scrittori nel chiasmo fanno riecheggiare il punto focale della nostra storia umana.

Il nucleo centrale del nostro dramma universale riecheggia in noi; il punto cruciale della metamorfosi del genere umano, quando uno dona se stesso per salvare molti. È ripetuto di nuovo ad Hogwarts, in storie di vampiri o in battaglie apocalittiche contro robot. Per donarci il vero appagamento della nostra anima, i migliori nostri eroi possono solo imitare il nostro grande Eroe.

Buona Pasqua a tutti.

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